Welfare ex inpdap, benefici per pochi

Welfare ex inpdap, benefici per pochi

I servizi di welfare, sono finanziati mediante una trattenuta obbligatoria, per i lavoratori ex Inpdap dello 0,35%, applicata mensilmente alla busta paga e che affluisce in un fondo istituito nel 1996.

Non supposizioni ma dato di fatto, oggi, confermato dallo stesso Ente di Previdenza, in risposta ai numerosi articoli apparsi sul quotidiano “Libero”, in una lettera datata 18 Maggio 2016 e pubblicata sul sito ufficiale INPS di cui riportiamo testualmente un passaggio: ”Va precisato, peraltro, che non tutti gli iscritti accedono alle prestazioni loro destinate; i fruitori sono infatti selezionati con bandi in base alla situazione reddituale e, nel caso di borse di studio, in base al merito scolastico. Dal momento che esiste una discrepanza importante fra il numero dei dipendenti pubblici che versano il contributo alla Gestione ed il numero dei fruitori delle prestazioni ne consegue che dipendenti e pensionati pubblici si autofinanziano le prestazioni e neanche un euro viene sottratto alle altre Gestioni per finanziarle. La Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali è infatti in attivo: nel 2015 il prelievo obbligatorio su stipendi, al netto delle poste correttive, ha raccolto circa 420 milioni mentre le spese per prestazioni istituzionali sono state pari a circa 324 milioni”.

Dunque, per il 2015, non solo la Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali è in attivo ma a fronte di un prelievo obbligatorio di circa 420 milioni è stata spesa una somma pari a circa 324 milioni. Ciò vuol dire che l’Ente avanza dal 2015 circa 96 milioni che andrebbero ad aggiungersi alle trattenute 2016.

Ma non solo, spulciando tra i dati pubblicati dalla Corte dei Conti nella Relazione INPS 2013-2014, a fronte di un maggior numero di beneficiari per prestazioni erogate in favore dei giovani, nel 2014 la spesa diminuisce rispetto al 2013.

Diverse le domande che questi dati suscitano:” L’avanzo 2015 del Fondo Credito dov’è confluito? In che modo l’Ente di previdenza ha pensato di spenderlo? “

Prendiamo ad esempio i Bandi EstateINPSieme 2016,Italia ed Europa. Per questi bandi, le somme previste per il contributo ammontano a circa 74.180.000 a fronte di un totale complessivo di 35.250 beneficiari.

Una somma inferiore all’avanzo 2015 che da sola potrebbe coprire la spesa complessiva per questa prestazione! Non solo ci sarebbe anche margine per dare la possibilità a più soggetti di beneficiarne, considerato che i bandi prevedono un solo scorrimento della graduatoria e la possibilità che non siano erogati tutti i contributi previsti è alquanto realistica.

Una serie di accorgimenti che l’Ente avrebbe potuto tenere in considerazione soprattutto nell’ottica del rapporto tra qualità dei servizi e contributi erogati, considerato che nel 2014, la cifra a disposizione per ex Valore Vacanza ammontava a circa 84.000.000 per un totale di 35.000 beneficiari (Bando 2014) e, in quel caso, tra l’altro, non venivano erogati contributi ma soggiorni.

Ma non solo considerato che su più di 3 milioni di contribuenti attivi (con trattenuta dello 0,35%) come evidenzia lo stesso Ente di previdenza, esiste una discrepanza importante fra il numero dei dipendenti pubblici che versano il contributo alla Gestione ed il numero dei fruitori delle prestazioni, non sarebbe opportuna una gestione del fondo più oculata che dia a tutti i contribuenti il diritto di accedere ai servizi previsti?

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