Welfare e spese, il valzer delle cifre

Welfare e spese, il valzer delle cifre

A leggere la rendicontazione dell’INPS c’è da perdere la testa. Mentre le cifre da capogiro fanno ruotare le orbite all’ insù la mente cerca di collegare ed elaborare questo complesso meccanismo di contribuzione, per azioni di welfare, che alla fine dei giochi pare non sia poi così di facile interpretazione.

Com’è ormai risaputo, a seguito della confluenza, prima dell’ex IPOST e poi dell’ex INPDAP, l’INPS ha affiancato alle proprie prestazioni istituzionali anche quelle relative al Welfare integrativo dei dipendenti e pensionati pubblici, di quelli delle Poste Italiane S.p.A. e di quelli iscritti all’ex ENAM.

Il welfare è garantito da una contribuzione obbligatoria a carico dei lavoratori dipendenti pubblici pari allo 0,35% della retribuzione lorda. Oltre allo 0,35%, i lavoratori iscritti dell’ex IPOST versano un ulteriore contributo obbligatorio dello 0,4%, che sale allo 0,8% della retribuzione lorda per gli assicurati dell’ex ENAM.

Spulciando tra i dati del bilancio sociale 2014 dell’INPS, se prendiamo ad esempio la gestione ex inpdap, si evince che solo con il gettito contributivo (trattenuta sullo stipendio/pensione) i finanziamenti atti a sostenere le azioni di welfare ammontavano per il 2014, a circa 412 milioni di euro.

Di queste somme risultano spesi 122 milioni per prestazioni ai giovani e 157 milioni per prestazioni rivolte agli anziani. È da evidenziare come in quest’ultimo caso si sia registrato un aumento delle spese, rispetto al 2013 del 148%. “Complessivamente – si legge nel bilancio 2014 dell’INPS – la consistenza finanziaria degli interventi per gli anziani ha registrato un incremento del 148% rispetto all’anno precedente, passando da circa 63 milioni del 2013 a circa 157 milioni del 2014. Tale incremento è derivato dall’aumento dell’11,5% del numero dei beneficiari risultato pari a 35.141 unità nel 2014 (31.516 del 2013)”.

Anche qui una riflessione è d’obbligo: “E’ possibile che un incremento di circa 3.625 beneficiari abbia portato ad un aumento di più della metà delle somme stanziate, l’anno precedente, per queste prestazioni? “

Intanto, però, a pagarne le spese sono sempre i contribuenti che nonostante la trattenuta, per un motivo o per un altro, si vedono negati i loro diritti.

Sebbene infatti nel bilancio INPS 2014 si tende a specificare che “rivestono particolare importanza le prestazioni sociali a favore degli anziani dirette a sostenere gli stessi nei momenti di difficoltà o di non autosufficienza” negli ultimi giorni la decisione di prorogare il termine del progetto Home Care Premium 2014, al 31 dicembre 2016, ha suscitato non poche polemiche.

“Esigo sapere dal Dirigente preposto dell’INPS quando uscirà il nuovo Bando Home Care Premium 2016 – scrive un utente sulla pagina facebook istituzionale dell’Ente di previdenza. Ci sono Italiani in regola che stanno aspettando il nuovo bando dal 28 febbraio 2016: invece l’INPS ora ha accordato una seconda proroga del bando 2014 e questo a danno di qualche nuovo invalido che ha maturato i diritti!”

“Questo significa che il nuovo bando non verrà più pubblicato – aggiunge un altro utente – perché questo continua ad essere prorogato all’infinito. Quindi chi ha potuto far domanda l’anno scorso continuerà ad usufruire del beneficio invece chi non ha potuto non potrà più!!!! Mi sembra davvero assurdo!!!!!”

Alla luce di quanto sopra una cosa è certa, è indubbio che le somme che mensilmente versano gli utenti non possono in nessun modo essere dirottate e che la loro destinazione d’uso deve essere a vantaggio degli iscritti. Tutti hanno il sacrosanto diritto di potervi accedere ed è compito dell’Ente gestore in questo caso assicurarsi che tale diritto non venga mai leso.

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