Villa Faro, il degrado e l’incuria

Villa Faro, il degrado e l’incuria

100_6138Il cancello d’ingresso è sbarrato da un cumulo di rifiuti. I padiglioni, all’interno, sono ricoperti da sterpaglie con porte e finestre in parte inutilizzabili. Il campetto di tennis e la piscina fanno da corollario ad una vicenda imbarazzante. Il muro perimetrale costeggia un’area di straordinario pregio ambientale. L’oasi naturale di Capo Peloro: Il lago piccolo salato nella punta più estrema della Sicilia a pochi chilometri dal caos del lungomare di Messina.

I piloni dell’Enel collegano Messina con la Calabria. Nella parte posteriore un’immensa distesa di sabbia: una spiaggia libera totalmente fruibile. Con uno scenario, all’orizzonte, mozzafiato. Le isole Eolie. “Benvenuti a Villa Faro”.  La struttura è stata di proprietà dell’Ipost, l’Istituto Postelegrafonici, fino al 31 maggio 2010, quando l’ente è confluito nell’Inps. Oggi l’Inps ha affidato tutto il suo patrimonio immobiliare ad una delle principali società italiane di gestione del risparmio.

Un complesso edilizio di Villa Faro formato da più corpi disposti a padiglioni isolati. Un’ex colonia estiva, con campetto di tennis, piscina e spiaggia privata annessa: ospitava  ragazzi dai 6 ai 15 anni, assistenti, educatori ed un centro vacanze per anziani.

Da un ventennio regna l’incuria e l’abbandono in un’area dal punto di vista turistico molto appetibile. Perché non mettere a bando Villa Faro e riconvertire l’immobile in un centro vacanze? Uno spazio di aggregazione che potrebbe diventare, in pochi anni, un’ importante realtà e dare reddito a decine di giovani in cerca di occupazione.

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