Trattenuta obbligatoria per i dipendenti pubblici: ”Così manteniamo le vacanze ai nostri figli”

Trattenuta obbligatoria per i dipendenti pubblici: ”Così manteniamo le vacanze ai nostri figli”

L’acceso dibattito su come vengono spese le somme a disposizione dell’Inps, scatenando non poche polemiche tra dipendenti privati e dipendenti pubblici, ci ha spinti a cercare di capire meglio come funziona questo sistema che prevede l’erogazione di prestazioni a fronte di una trattenuta sullo stipendio o pensione degli iscritti alla Gestione Ex Inpdap, che confluisce in un fondo denominato “FONDO CREDITO”.

Grazie a questo fondo, ogni anno, i soggetti che aderiscono possono usufruire di alcuni vantaggi economici, nello specifico l´accesso a prestazioni di tipo creditizio e sociale. Tra le prime ci sono piccoli prestiti rimborsabili in 12, 24, 36 o 48 mesi, prestiti pluriennali con cessione del quinto erogati direttamente o garantiti dall´Inpdap e mutui ipotecari edilizi per la prima casa a 10, 15, 20, 25 o 30 anni. Tra i benefici sociali, alcune prestazioni sono dedicate ai giovani: convitti e vacanze studio in Italia e all´estero, borse di studio, master e dottorati di ricerca; altre sono studiate per i pensionati. (fonte INPS)

Di anno in anno, a seconda delle disponibilità di budget, la Gestione credito determina i servizi da offrire e i criteri con cui vengono concessi.

Il Fondo fu costituito nel 1996 per finanziare attività con finalità sociale che esulano dall´ambito strettamente previdenziale dell´Inpdap.

Le prestazioni offerte dall´Inpdap con tale fondo sono in parte finanziate dalla contribuzione obbligatoria dei lavoratori: i dipendenti pubblici iscritti all´Inpdap infatti già versano lo 0,35% della loro retribuzione lorda, con la trattenuta che nel cedolino viene chiamata “Ritenuta fondo credito”.

Con la finanziaria del 2008 e la collegata legge 222/07 cambiano le modalità di adesione.

Nello specifico per i dipendenti pubblici iscritti all’ Inpdap non cambia nulla, per loro rimane l’obbligatorietà, mentre viene data la possibilità di aderire alla Gestione e di conseguenza al fondo credito ai pensionati e ai dipendenti pubblici di enti e amministrazioni iscritti ad altre gestioni. A quest’ultimi viene data la possibilità di aderire volontariamente e non per obbligo attraverso apposita richiesta. La ritenuta per i pensionati è pari a 0,15%.

Parlando poi in termini di cifre è giusto anche precisare che in un report pubblicato dall’Inps nel 2012 risulta che l’ex Inpdap gestiva nel 2011 circa 5,9 milioni di soggetti di cui 3,2 milioni attivi (ritenuta 0,35%) e 2,7 milioni pensionati (ritenuta 0,15%).

Ecco quindi perché, nell’accesa polemica su possibili vantaggi e privilegi per i dipendenti pubblici, quest’ultimi, iscritti al fondo, tengono a specificare che in questi casi si tratta di somme provenienti dalla loro contribuzione e che non intaccano i contributi versati da dipendenti privati o non iscritti alla gestione.

Ma nella realtà è proprio così? A conti fatti sembrerebbe di no considerato che questa gestione pare abbia problemi di bilancio e nonostante le trattenute non riesce a camminare da sola.

A confermarlo il bilancio in rosso dell’Inps che sfiora i 13 miliardi di euro.

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