INVALIDA’ PERMANENTE “CANCELLATA”

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Nella foto Emanuele Arcieri

La pensione di accompagnamento gli è stata revocata. Una lettera stringata per comunicare, dopo la visita di controllo, che il “paziente può comunque muoversi”. I medici dell’Inps hanno cancellato l’invalidità permanente con una neuropatia diabetica degenerativa che costringe il pensionato vittoriese Emanuele Arcieri, 72 anni, a muoversi in sedia a rotelle.

Una storia che sembra non avere fine e che avrà, sicuramente,  un appendice di natura giudiziaria con un ricorso contro la commissione invalidante. In attesa del ricorso, con i tempi cronici della giustizia, il signor Arcieri è costretto, a proprie spese, ad altre visita specialistiche in strutture sanitarie con un pensione di appena 500 euro al mese.

Faremo ricorso per una decisione della commissione medica assurda –racconta – l’aspetto ancora più imbarazzante è stata la visita medica, con una documentazione assolutamente insufficiente, che ha sancito il mio buono stato di salute. Sono stato letteralmente preso in giro e nessuno dei medici presenti ha  voluto prendere in visione il carteggio  con tutta la documentazione che potevo portare in commissione anche l’indomani”. Il pensionato vittoriese si muove tra mille difficoltà accompagnato da un bastone e dalla sua inseparabile sedie a rotelle per spostarsi da una parte all’altra dell’abitazione di via Tenente Lissandrello a Vittoria nel ragusano.

 “Non posso uscire di casa – aggiunge il pensionato– ovunque ci sono barriere insormontabili anche negli edifici pubblici che dovrebbero avere l’obbligo di abbattere le barriere architettoniche. Sono veramente stanco, deluso., amareggiato, da  un sistema sanitario che non funziona. Che danneggia i cittadini che vivono in condizioni di estremo disagio”.

L’assegno di accompagnamento consentiva al signor Arcieri di pagare il mutuo per la ristrutturazione della sua casa. “Adesso con soli 500 euro al mese – spiega  – con un mutuo di 239 euro ogni mese da pagare – capite bene che facciamo fatica, io e mia moglie, a sopravvivere”. La famiglia Arcieri si è rivolta al’ufficio “elemosiniere presso la santa Sede” per un aiuto economico. “Nella lettera  il responsabile dell’ufficio  – conclude -mi chiede di rivolgermi al parroco del quartiere che dovrà attestare il mio stato di necessità”.

 

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