Inps, la Corte dei Conti “boccia” la gestione del personale

Tante e troppe le criticità evidenziate. La corte dei conti, nella Relazione INPS esercizi 2013-2014, boccia anche la gestione del personale che doveva snellire e razionalizzare le spese. “In seguito alla incorporazione di Inpdap ed Enpals, pur nella sua oggettiva complessità – si legge nella relazione della Corte dei Conti – si è tradotta più in una sommatoria di posti di funzione che in una azione di effettiva razionalizzazione, cui non sembra aver giovato l’istituzione di strutture di progetto con missione temporanea che non restano esenti da profili di criticità”. L’opera di riassetto, con le modifiche introdotte al sistema dei controlli interni, ha consentito di porre rimedio a molte disfunzioni organizzative e di funzionamento segnalate nei precedenti referti della Corte dei conti.

Nel settore dell’invalidità civile le norme emanate e le conseguenti scelte operate dall’Istituto non hanno ancora trovato piena attuazione. Anche le misure normative adottate dal legislatore per superare le difficoltà operative riscontrate – previsione di stipula di convenzioni con le regioni per attribuire all’Inps le funzioni relative al primo accertamento dei requisiti sanitari si sono rivelate – secondo la relazione dei giudici della corte dei conti – sino ad oggi ancora poco fruttuose. Discordanze o non concordanze, peraltro, rileva la Corte dei Conti, riscontrate anche dall’esame dei resoconti delle audizioni svoltesi in Parlamento nel corso del 2015 con Equitalia e Inps e solo in parte ricondotte a una maggiore chiarezza nell’ultima di tali audizioni, a cura del Direttore generale dell’Istituto.

In un tale contesto ogni analisi sulla sostenibilità finanziaria della spesa pensionistica va valutata anche alla luce della non ancora netta separazione tra previdenza e assistenza, malgrado il Parlamento abbia prestato attenzione a questo delicato assetto con gli interventi strutturali recati rispettivamente dalla riforma Dini (legge numero 335 del 1995) e dalla riforma Fornero (legge 92 del 2012).

Solo l’intervento statale può, in qualche modo, tappare un grosso buco nel bilancio e nel rendiconto finanziario dell’inps. La Corte dei conti, infatti, precisa come l’intervento statale sia ancora un fattore fondamentale di contenimento dello squilibrio della gestione dell’Inps da imputare alle anticipazioni che generano debito e che nel solo 2014 hanno superato l’ingente cifra di 19 milioni di euro. 100_6720

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