ImpresaLavoro, l’Inps dal 2012 registra una perdita di oltre 11 miliardi all’anno

ImpresaLavoro, l’Inps dal 2012 registra una perdita di oltre 11 miliardi all’anno

Uno studio condotto dal centro studi di ImpresaLavoro riaccende i riflettori sui crediti non riscossi dall’Inps e che hanno contribuito di anno in anno ad aumentare i conti in rosso dell’Ente previdenziale.

Secondo quando riportato nello studio “ammonta a oltre 11 miliardi all’anno la perdita di bilancio che l’Inps subisce regolarmente dal 2012 (anno in cui ha incorporato l’Enpal e soprattutto l’ex Inpdap), e che stima di registrare anche al termine del 2016″.

La massa dei contributi non incassati, secondo le stime, dovrebbe superare a fine anno per la prima volta la quota dei 100 miliardi, crescendo al ritmo medio di 740 milioni di euro al mese. Al momento i crediti non incassati corrisponderebbero a 104 miliardi, di cui oltre la metà (56,3) sottoposti a svalutazione.

“Il  patrimonio netto dell’Inps – aggiunge ImpresaLavoro – che cinque anni fa misurava oltre 40 miliardi di euro, è ormai diretto verso la completa erosione e con esso i 21 miliardi di euro incassati tramite un intervento straordinario di ripianamento delle perdite risalente a due anni fa”.

Alla luce dello studio si ipotizza inoltre che “a fine anno i conti dell’Istituto potrebbero essere ancora peggiori, innanzitutto perché per gli esercizi 2015 e 2016 il disavanzo è ancora una previsione e in passato i consuntivi hanno fatto registrare delle perdite ben più ampie di quelle inizialmente preventivate. Anche se i dati per una volta risultassero in linea con le attese, il patrimonio netto fotografato al 31 dicembre 2016 non andrebbe oltre gli 1,8 miliardi, con la sostanziale imminente necessità di un ulteriore ripiano da parte dello Stato”.

“Alcuni strumenti come la cessione dei crediti e la cartolarizzazione richiedono appositi strumenti normativi – conclude ImpresaLavoro -. Le ultime operazioni di trasferimento risalgono ormai al 2005: sappiamo solo che di 26 miliardi di crediti residui ben 11 sono insorti prima del nuovo millennio, e il 10% non risulta ancora svalutato”.

Fonte Il Fatto Quotidiano.it

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