Ex Inpdap, prelievo per tutti benefici per pochi

Ex Inpdap, prelievo per tutti benefici per pochi

Dipendenti pubblici e Inps, negli ultimi mesi sempre più sotto i riflettori. Se da una parte è stato evidenziato come, oggi, la situazione economica dell’INPS versi in serie difficoltà, dall’altro le prestazioni rivolte ai dipendenti pubblici, ex gestione Inpdap, ex Enam ed ex IPOST, hanno suscitato uno smisurato interesse e sono state poste quasi come “un privilegio” rivolto ai dipendenti del settore del pubblico impiego.

Una situazione che ha ingenerato polemiche a dismisura soprattutto nell’ambito del settore privato in cui molti si sono convinti che, a spese loro, i dipendenti pubblici usufruiscono annualmente di prestazioni e agevolazioni.

Già in passato avevamo evidenziato come in realtà, tali servizi di welfare, sono finanziati mediante una trattenuta obbligatoria, per i lavoratori ex Inpdap dello 0,35%, applicata mensilmente alla busta paga e che affluisce in un fondo istituito nel 1996.

Abbiamo inoltre più volte evidenziato come tale contribuzione, in realtà, non dia la certezza ai dipendenti pubblici iscritti alla gestione ex Inpdap di usufruire di tale prestazioni.

Non supposizioni ma dato di fatto, oggi, confermato dallo stesso Ente di Previdenza, in risposta ai numerosi articoli apparsi sul quotidiano “Libero”, in una lettera datata 18 Maggio 2016 e pubblicata sul sito ufficiale INPS di cui riportiamo testualmente un passaggio: ”Va precisato, peraltro, che non tutti gli iscritti accedono alle prestazioni loro destinate; i fruitori sono infatti selezionati con bandi in base alla situazione reddituale e, nel caso di borse di studio, in base al merito scolastico. Dal momento che esiste una discrepanza importante fra il numero dei dipendenti pubblici che versano il contributo alla Gestione ed il numero dei fruitori delle prestazioni ne consegue che dipendenti e pensionati pubblici si autofinanziano le prestazioni e neanche un euro viene sottratto alle altre Gestioni per finanziarle. La Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali è infatti in attivo: nel 2015 il prelievo obbligatorio su stipendi, al netto delle poste correttive, ha raccolto circa 420 milioni mentre le spese per prestazioni istituzionali sono state pari a circa 324 milioni”.

Dunque, per il 2015, non solo la Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali è in attivo ma a fronte di un prelievo obbligatorio di circa 420 milioni è stata spesa una somma pari a circa 324 milioni. Ciò vuol dire che l’Ente avanza dal 2015 circa 96 milioni che andrebbero ad aggiungersi alle trattenute 2016.

Ma non solo, spulciando tra i dati pubblicati dalla Corte dei Conti nella Relazione INPS 2013-2014, a fronte di un maggior numero di beneficiari per prestazioni erogate in favore dei giovani, nel 2014 la spesa diminuisce rispetto al 2013.

Diverse le domande che questi dati suscitano:” L’avanzo 2015 del Fondo Credito dov’è confluito? In che modo l’Ente di previdenza ha pensato di spenderlo? “

Prendiamo ad esempio i Bandi EstateINPSieme 2016,Italia ed Europa. Per questi bandi, le somme previste per il contributo ammontano a circa 74.180.000 a fronte di un totale complessivo di 35.250 beneficiari.

Una somma inferiore all’avanzo 2015 che da sola potrebbe coprire la spesa complessiva per questa prestazione! Non solo ci sarebbe anche margine per dare la possibilità a più soggetti di beneficiarne, considerato che i bandi prevedono un solo scorrimento della graduatoria e la possibilità che non siano erogati tutti i contributi previsti è alquanto realistica.

Per non parlare della situazione degli accompagnatori disabili che quest’anno, contrariamente al passato, si vedono rimborsati dall’Ente solo viaggio, vitto e alloggio mentre rimane a carico della famiglia il compenso:  “Lo sapete che gli accompagnatori dei disabili non hanno diritto ad un compenso??? – commenta Laura – Ovvero il compenso è a carico delle famiglie, perché sono già fortunati a passare 15 giorni in vacanza con vitto e alloggio e trasporto pagato!!!!!”

Una serie di accorgimenti che l’Ente avrebbe potuto tenere in considerazione soprattutto nell’ottica del rapporto tra qualità dei servizi e contributi erogati, considerato che nel 2014, la cifra a disposizione per ex Valore Vacanza ammontava a circa 84.000.000 per un totale di 35.000 beneficiari (Bando 2014) e, in quel caso, tra l’altro, non venivano erogati contributi ma soggiorni.

Ma non solo considerato che su più di 3 milioni di contribuenti attivi (con trattenuta dello 0,35%) come evidenzia lo stesso Ente di previdenza, esiste una discrepanza importante fra il numero dei dipendenti pubblici che versano il contributo alla Gestione ed il numero dei fruitori delle prestazioni, non sarebbe opportuna una gestione del fondo più oculata che dia a tutti i contribuenti il diritto di accedere ai servizi previsti?

“Per quale motivo, mensilmente, devo vedermi sottratte delle somme per agevolazioni di cui non ho mai potuto usufruire – ci confida Sergio – e che in realtà agevolano altri? Io quelle somme le ho guadagnate con il mio lavoro e se permette preferirei spenderle per la mia famiglia piuttosto che assistere, impotente, al vedere realizzati da altri, con il mio contributo, i sogni dei miei figli. Le sembra una cosa giusta? Non ho anche io diritto, come gli altri, ad avere accesso a queste prestazioni? E invece mi ritrovo ad aver contribuito per anni ad un fondo senza poter dare ai miei figli l’opportunità di vivere le stesse esperienze alla stregua degli altri”.

Non sarebbe opportuno, alla luce di quanto sopra, rivedere i criteri di prelievo o di distribuzione delle somme incamerate considerando che si tratta di welfare e quindi di destinazione volta a erogare opportunità ad una base sempre più ampia di dipendenti permettendo che nell’ arco del periodo contributivo tutti possano avere, almeno una volta, la possibilità di accedere a servizi per sé stessi o per i propri familiari?

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