EstateINPSieme, si accende il dibattito genitori/figli

EstateINPSieme, si accende il dibattito genitori/figli

Che il rapporto genitori figli, soprattutto in età adolescenziale sia conflittuale è risaputo.

E neanche la vacanza studio, sebbene sia obiettivo comune vivere un’esperienza di crescita, rimane immune al confronto – scontro tra due generazioni animate da spiriti diversi.

Da un lato ci sono loro i ragazzi che meritano opportunità e possibilità, dall’altro i genitori che fanno di tutto per assicurare loro il meglio.
Due facce della stessa medaglia ma che vivono, com’è giusto che sia, la medesima situazione con stati d’animo completamente diversi e in netto contrasto soprattutto se parliamo di priorità.

Che la vacanza studio per i ragazzi sia un modo per spiegare le ali e spiccare il volo è cosa risaputa: vivere una nuova avventura, fare nuove amicizie, staccare il cordone ombelicale è per loro la più grande soddisfazione. L’euforia che questo comporta fa vivere tutto con leggerezza e spensieratezza, e poco importa qualche disagio qua e là l’importante è vivere al massimo l’occasione che si presenta.

Dall’altra parte ci sono loro i genitori. Su loro ricade l’enorme responsabilità di aver cura nell’organizzare il tutto per bene, di assicurarsi di aver scelto il meglio per i propri figli e proprio perché genitori di saper dare il giusto valore anche economico alle cose.

L’ampio dibattito che si è acceso in questi mesi ed è proseguito con le valutazioni a fine vacanza non poteva che essere ancora una volta in netto contrasto.

I ragazzi tuonano contro tutti quei genitori che continuano a lamentarsi dei disservizi, considerati da molti futili motivi perché nonostante tutto hanno vissuto una meravigliosa esperienza e il resto non conta.
Hanno ragione? Si, certo perché loro guardano con gli occhi della scoperta, in cui tutto appare meravigliosamente bello e il loro spirito di adattamento è talmente elevato che difficilmente noteranno ciò che invece puntualizza l’occhio attento di un adulto.

I genitori rimarcano che hanno stipulato un contratto con le agenzie e che a fronte di tale stipula sono state spese delle somme che avrebbero dovuto garantire servizi e non disservizi.
Hanno ragione? Si, certo perché il loro compito è quello di essere dei genitori attenti anche ad una gestione oculata delle economie familiari. Ai ragazzi che li rimproverano di pensare troppo ai soldi bisognerebbe far capire che il problema sta nel giusto valore che viene attribuito al denaro. Ogni centesimo che viene speso ha un suo valore a cui corrisponde il servizio pattuito, laddove quest’ultimo non viene garantito allora stiamo parlando di spreco. E oggi non viviamo in condizioni tali da poterci permettere sprechi.

Abbiamo incontrato Maria, dipendente pubblico, suo figlio non ha vinto il bando EstateInpsieme, nemmeno quest’anno:”Per un motivo o per un altro – ci racconta – nemmeno quest’anno sono riuscita a permettere a mio figlio di vivere questa esperienza. Ho comunque seguito e continuo a seguire i vari gruppi sui social e a volte rimango davvero allibita nel leggere certi commenti in cui si ringrazia INPS per quello che fa e addirittura si linciano i genitori che si lamentano perché INPS regala le vacanze ai loro figli. Dovrebbero invece ringraziare tutti i dipendenti pubblici, in primis quelli che non hanno mai goduto di questa opportunità nonostante da anni finanziano questo fondo. Ogni anno dal mio stipendio mancano circa 100 euro che chissà mai se un giorno potrò riaverli, in 12 anni sono circa 1200 euro, lei sa quante cose avrei potuto fare per i miei figli con 1200 euro?”.

Ed aggiunge: “Che i ragazzi vivano questa esperienza con spensieratezza e con voglia di apprendere è meraviglioso ma è giusto anche che venga spiegato loro l’importanza e il valore delle cose. Devono capire che non ci si lamenta per la voglia di polemizzare su tutto ma perché dobbiamo finirla con il laissez – fair , dobbiamo fare sentire la nostra voce e soprattutto pretendere che vengano rispettati i nostri diritti”.

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