EstateINPSieme. Accompagnatore per disabili, nessun contributo

EstateINPSieme. Accompagnatore per disabili, nessun contributo

EstateINPSieme. Accompagnatore per disabili, nessun contributo

Nessun contributo per il lavoro svolto dall’accompagnatore dello studente disabile. L’attuale bando Estate INPSieme2016 prevede che “il costo di ciascun accompagnatore è pari al contributo concesso in favore del relativo beneficiario assistito”. Il bando non ammette familiari e affini ma non prevede nemmeno un contributo per il lavoro svolto ma solo il contributo per le spese di soggiorno alla stregua dell’utente.

Una vicenda che ha sollevato le ire dei disabili e delle associazioni che da anni si battono affinché vengano pienamente riconosciuti e applicati i contenuti della convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità ratificata in Italia con la legge numero 18 del 30 marzo del 2009.

“E’ una vicenda grave, l’ennesima – spiega Nello Veloce, genitore di studenti disabili – che la dice lunga sulla pessima predisposizione del bando nella voce relativa all’accompagnatore. Ho chiamato personalmente l’INPS al numero verde per chiedere spiegazioni in merito all’assistenza per i ragazzi con disabilità ma non ho ottenuto alcuna risposta in merito al costo dell’accompagnatore. Il servizio del contact center, mi è stato detto, può dare solo risposte in merito a quanto descritto nel bando, e per le cose non previste, non è formato e informato. Personalmente ritengo, – ribadisce Nello Veloce – che questo bando abbia violato l’articolo 2 comma 3 della Legge 67 del 2006 alla voce misure per la tutela giudiziaria delle persone con disabilità vittime di discriminazioni”.

Nello Veloce non li manda di certo a dire. “Invito tutti i genitori a ricorrere al giudice monocratico come previsto dalla stessa norma. Ci si dimentica troppo spesso che il cittadino con disabilità ha gli stessi diritti di un cittadino comune. In modo particolare ci si dimentica che, in molti casi necessita di assistenza continua di uno o più operatori il cui lavoro deve essere retribuito”. Quasi sempre i genitori si trasformano in accompagnatori “a vita” lasciando il lavoro e gli impegni familiari. “Ci sono delle condizioni oggettivamente difficili –precisa Veloce – per chi accudisce un disabile. E’ un lavoro massacrante che impegna l’intera giornata inclusa la notte. Chiedere di fare da accompagnatori, senza alcuna retribuzione, è un ulteriore sacrificio, mi sembra davvero inopportuno”.

L’Inps riconosce un contributo a totale o parziale copertura del costo di un soggiorno estivo in Italia, organizzato e fornito da soggetti terzi scelti dal richiedente la prestazione, che comprenda almeno le spese di alloggio presso strutture turistiche ricettive, le spese di vitto durante tutto il soggiorno, comprese le festività, le spese connesse a gite, escursioni, attività ricreative, sportive e quant’altro previsto nel programma del soggiorno medesimo, nonché le previste coperture assicurative.

Per il giovane con disabilità, come definito ai sensi dell’art. 3, comma 1, della legge 104/92 sarà possibile richiedere, in sede di presentazione della domanda, l’assistenza, durante il viaggio ed il soggiorno, di un solo accompagnatore, con costi a carico dell’Istituto. Per il giovane con invalidità civile deve essere indicata la condizione di disabilità dello studente o di invalidità civile al 100% o il possesso di certificazione attestante bisogni educativi speciali (BES) o disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) rilasciata dalla ASL competente. Il costo di ciascun accompagnatore è pari al contributo concesso in favore del relativo beneficiario assistito.

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