Casse piene ma il welfare stringe la cinghia

Casse piene ma il welfare stringe la cinghia

E pensare che il nuovo bando EstateINPSieme 2016, ex valore Vacanza, è stato pensato per apportare migliorie rispetto ai bandi indetti in passato. Iniziando dalla qualità dei servizi offerti e dal numero dei beneficiari. Il tutto a fronte di un maggiore risparmio.

In merito al numero dei beneficiari un aumento c’è stato: se nel 2014, infatti, i posti a concorso erano 35.000 e nel 2015 33.095, nel 2016 le cifre ruotano attorno ai 35.250. Ovviamente parliamo di possibili beneficiari considerato che il bando EstateINPSieme 2016 prevede un solo scorrimento di graduatoria e non legato all’esaurimento dei fondi previsti.

Se parliamo di risparmio, tra il 2014 e il 2016, anche questo è evidente: nel 2014 la cifra a disposizione per ex valore vacanza ammontava a circa 84.000.000 per un totale di 35.000 beneficiari (fonte Bando 2014) quella per il 2016 ammonta a circa 74.180.000 per un totale di circa 35.250 beneficiari (fonte bando EstateINPSieme2016).

Un risparmio, come dicevamo, evidente (circa 10 milioni) ma è da evidenziare che, quest’anno, è stata attuata una modifica sostanziale nell’ oggetto del bando. Non si parla più, infatti, di partecipazione a soggiorni accreditati dall’ INPS ma di assegnazione di contributi. Non solo, per quanto riguarda gli accompagnatori dei ragazzi disabili, se in passato, era previsto un contributo pari a 1,5 rispetto a quello per il beneficiario, quest’anno i due contributi coincidono. Ciò vuol dire che l’Ente garantisce all’ accompagnatore le spese di viaggio, vitto e alloggio ma la retribuzione lavorativa rimane totalmente a carico della famiglia.

Un risparmio per l’Ente con molta probabilità, dunque, legato alle novità del nuovo bando che potrebbero più o meno piacere ai fruitori, soprattutto se consideriamo che sono più di tre milioni i dipendenti pubblici che, mensilmente e in forma obbligatoria , contribuiscono con una trattenuta sullo stipendio al Fondo Credito, costituito nel 1996, da cui sono prelevate le somme per sostenere queste azioni di welfare. A cui vanno aggiunti i pensionati che hanno deciso volontariamente di accedere al suddetto fondo.

Ricordiamo infatti che beneficiari del bando EstateINPSieme sono, figli, orfani ed equiparati dei dipendenti e dei pensionati della pubblica amministrazione iscritti alla gestione unitaria prestazioni creditizie e sociali, dei pensionati utenti della gestione dipendenti pubblici e degli iscritti alla gestione fondo Ipost.

A fronte dell’elevato numero di utenti attivi che aderiscono al fondo, sulla base dei dati, se è vero che si registra un lieve aumento dei beneficiari ed un maggiore risparmio per l’Ente, rispetto al passato, è anche vero che i numeri relativi ai beneficiari sembrano alquanto esigui considerato quanti esclusi ogni anno miete la selezione.

Stiamo parlando di welfare quindi della possibilità di creare opportunità per tutti quei ragazzi che diversamente non avrebbero modo di poter vivere questa esperienza e pertanto considerato che dipendenti e pensionati pubblici si autofinanziano le prestazioni e neanche un euro viene sottratto alle altre gestioni per finanziarle il minimo sarebbe assicurare ad una fetta consistente la possibilità di accedervi.

Va evidenziato inoltre che esiste una discrepanza importante fra il numero dei dipendenti pubblici che versano il contributo alla gestione e il numero dei fruitori delle prestazioni. Ciò vuol dire che non è detto che nell’arco della vita lavorativa (con trattenuta obbligatoria) tutti, in egual modo, hanno la possibilità di usufruire dei servizi previsti. Ci sono soggetti che non hanno mai avuto la possibilità di accedervi nonostante abbiano contribuito. Come ci sono altri soggetti che annualmente hanno avuto la possibilità di beneficiarne. 

Ma com’è possibile tutto questo? La risposta è semplice e risiede nei criteri di selezione. L’attribuzione, infatti, è legata in primis al reddito e da qualche anno al voto scolastico conseguito l’anno precedente alla partecipazione al bando. Non solo, sono esclusi i ragazzi che riportano debiti formativi.

Riassumendo dunque il nuovo bando è stato pensato per apportare migliorie a questo servizio di welfare e dare la possibilità a più beneficiari di poterne usufruire.

Alla luce dei fatti e tenendo conto dei numeri ci sono però delle domande a cui vorremmo poter dare delle risposte. Il risparmio di cui si parla da cosa è motivato? Ovvero esiste la reale possibilità che mediante un contributo minore si dia la possibilità ad un maggiore numero di ragazzi di usufruire di questa opportunità?

In una nota l’INPS evidenzia che la gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali ad oggi risulta in attivo: nel 2015 il prelievo obbligatorio su stipendi, al netto delle poste correttive, ha raccolto circa 420 milioni mentre le spese per prestazioni istituzionali sono state pari a circa 324 milioni. Ciò vuol dire che l’ente avanza dal 2015 circa 96 milioni che andrebbero ad aggiungersi alle trattenute 2016.

Se in passato mediante queste somme si spendeva di più per un numero di beneficiari pressappoco simile, ribadiamo, nel 2014 35.000 e spesa prevista 84 milioni, nel 2016 35.200 e spesa prevista 74 milioni, e se consideriamo che nel 2016 l’ente avanza nel fondo di gestione 96 milioni, com’è possibile che non ci sia spazio per un numero nettamente maggiore di beneficiari? Certamente tenuto conto delle altre prestazioni previste dal welfare per i giovani, per le famiglie e per gli anziani.

“Dove finiscono le somme non spese?” – si chiedono in tanti. Qualcun altro commenta:” Si spende poco più della metà per gli aventi diritto, che fine fanno le altre somme?”.

Una risposta a questa domanda la possiamo trovare nella presentazione di Maurizio Manente, già responsabile della Direzione Centrale Credito e Welfare, risalente al 2013 che spiega come “annualmente affluiscono al Fondo circa 450 milioni di euro dallo 0,35% e un miliardo e 800 milioni dalle quote di rientro dell’attività creditizia che danno un totale di 2 miliardi 250 milioni di euro, di cui circa 200 milioni sostengono le politiche di welfare in favore di giovani, famiglie e anziani, mentre i restanti sono impiegati per le attività di credito agevolato”.

Domanda lecita:“Perché, a fronte di un totale di 2 miliardi 250 milioni di euro è prevista solo una somma pari a 200 milioni per le politiche di welfare? E ben 2 miliardi per le attività di credito agevolato?

Altro interrogativo che sorge è: ”Siamo sicuri che, a fronte di questo risparmio e delle nuove modalità previste dal bando, la qualità del servizio offerto non cambi?”.

E i criteri di selezione attuati garantiscono i diritti di tutti gli aderenti?
Potrebbe sembrare quest’ultima una domanda inopportuna, sotto il profilo della vacanza premio per gli studenti meritevoli nulla da ridire è giusto insegnare ai ragazzi che nella vita nulla ti viene regalato ma bisogna conquistarlo; considerando però il punto di vista dei tanti genitori che di anno in anno si vedono sfumare questa opportunità per i propri figli diventa legittimo il pensiero che accomuna molti nel voler indietro le somme per poter spenderle a vantaggio dei propri figli e non dei figli degli altri.

E considerando il caos che quest’anno ha ingenerato la gestione burocratica, sollevando molti malcontenti, non solo tra gli esclusi acclarati ad oggi, non è forse il caso di rivedere le modalità di gestione?

Le vacanze studio rappresentano un importante momento di crescita per i ragazzi. Azioni di welfare come queste vanno valorizzate e promosse nel migliore dei modi. Ma non solo devono essere gestite in maniera oculata. Spesso si pensa che l’insorgere di reazioni negative sia solo conseguenza del risultato non raggiunto ma non è sempre così. A guardarla dall’esterno e soprattutto soffermandoci sulle cifre sembra assurdo che su diversi milioni di soggetti iscritti al fondo solo qualche migliaia riesca ad usufruire di questo servizio. Leggere di una mamma che, pur di vedere realizzata per sua figlia questa opportunità, propone un aumento della trattenuta fa riflettere, soprattutto oggi che viviamo in una situazione economica molto difficile. E soprattutto considerando che stiamo parlando di un fondo che annualmente accumula un totale di circa 2 miliardi.

COMMENTI

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    Lara 3 anni fa

    Secondo me per permettere a tutti di accedere almeno una volta a questa opportunità si potrebbe dare precedenza a chi non ne ha mai usufruito e poi agli altri in base anche a quante volte ne ha usufruito. Ci sono famiglie che hanno OGNI anno tutti i figli che partono.

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